Oggi vorrei parlare di un argomento che mi sta molto a cuore, e che risuona con la dolcezza e la profondità di questo periodo dell’anno.
Parleremo di quella dolcezza autentica e radicale che rivolgiamo a noi stessi, un’arte che in molti abbiamo dimenticato. Siamo così presi dal pensare agli altri, dal correre, dal produrre, che ci facciamo un torto ignorando il nostro primo e più importante compito: prenderci davvero cura di noi.
Il nostro corpo è come un tempio troppo spesso dimenticato
È una verità scomoda: pensiamo a molte cose tranne che ad onorare e rispettare la sacralità del nostro corpo. E non intendo spalmarsi di crema per nascondere il passare del tempo, ma curare quel tempio sacro che ci è stato dato dalla nascita. Quello con le sue forze e con le sue fragilità, sulle quali versiamo lacrime e rabbie. Ma queste emozioni hanno solo il compito di aiutarci a crescere e conoscerci con saggezza, non con violenza.
Questo corpo è il formidabile messaggero della nostra Anima. È il primo e unico strumento che ci è stato dato per vivere pienamente in questa dimensione. Eppure, abbiamo la tendenza a spiritualizzare tutto ciò che è etereo – le energie, i pensieri, ecc.– e a dimenticare il nostro tempio fisico. Come un artigiano che cura maniacalmente i suoi attrezzi, ma ignora la sua mano, così noi puniamo il nostro corpo per le sue imperfezioni, lo nascondiamo, lo camuffiamo. Ma cosa ha fatto di così terribile per meritare un tale astio, un tale odio?
La mente è un tiranno astuto, che si finge re. Ordina, castiga senza giustizia e distrugge se gli si dà troppo potere. Al contrario, il corpo è un saggio consigliere, silenzioso e umile, che esegue, sopporta e si adatta, sperando in un po’ di riposo. Viene punito per chi sa quale colpa, accusato di far esattamente ciò che la mente ordina.
La pratica del corpo sacro: ascoltarlo col cuore aperto

La mattina, quando ti alzi, fai un sorriso al tuo cuore, al tuo stomaco, ai tuoi polmoni, al tuo fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro. (Thich Nhat Hanh)
Ti propongo un lavoro di riconciliazione con il tuo corpo, un atto di ribellione alla tirannia del pensiero giudicante. Ti propongo di spegnere il suo rumore accusatorio e di ascoltare il tuo corpo, che ha così tante cose da dirti, così tanti insegnamenti da condividere. Questo corpo non è solo uno strumento: il tuo corpo è sacro. Non solo devi capirlo, lo devi sentire.
Quello che ti propongo non è un atto di vanità, ma un rituale spirituale. Ti chiedo di fare una cosa totalmente insensata e illogica: ti chiedo di ascoltarlo.
Primo passo: Crea il tuo spazio sacro. Trova un momento di pace e un luogo dove puoi essere solo con te stesso. Accendi una candela, un incenso, metti della musica rilassante. Fai tre respiri profondi per lasciare andare le tensioni.
Secondo passo: Il dialogo onesto. Chiudi gli occhi e individua quella parte del tuo corpo che prova tensione o ha accumulato il tuo giudizio. Proprio quella. Appoggia delicatamente le tue mani su di essa, senza giudizio, senza rancore. Chiediti, con onestà e con il cuore aperto: “Di cosa hai bisogno ora? Cosa stai provando?” Potrebbe essere un momento emotivamente intenso e rivelatorio, ma affrontalo con gentilezza compassione, come faresti con un amico che ha sofferto molto.
Terzo passo: La richiesta di pacificazione. Ascolta con attenzione i messaggi che il tuo corpo ti invia. Lascia che la risposta emerga con naturalezza, senza forzare nulla. Chiedi al tuo corpo: “Come posso aiutarti a stare bene?” La risposta potrebbe essere sorprendente: lasciala emergere senza giudizio, è importante, anche se ti sembra insensata. non lo è, hai solo bisogno di comprendere più profondamente la sua richiesta.
La Guarigione parte da qui, da te
Nessun corpo vale più del tuo corpo. (Anonimo)
L’esperienza che la nostra Anima vuole compiere in questa vita necessita di un corpo. Un corpo sano e amato non è solo il primo passo di un percorso spirituale, ma la sua base più solida. Per avere un corpo sano, dobbiamo capirlo, curarlo, accorgerci dei suoi messaggi in tempo e agire. Nessuno ci ha insegnato a farlo e nessuno lo farà al posto nostro.
Siamo noi a doverci prendere cura di noi e ad amarci, per primi. Il lavoro di guarigione, di accettazione e di evoluzione interiore parte dalla dolcezza verso di noi, verso il nostro corpo, dall’accettare le sue imperfezioni e dal considerarlo un alleato, non un nemico.
Impara a mostrare dolcezza verso te stesso, a manifestare rispetto e amore verso il tuo corpo. Non ne gioverà solo la tua salute o la tua bellezza. Ne gioverà anche la tua Anima, che finalmente potrà esprimersi in tutta la sua interezza meraviglia attraverso un tempio che hai scelto di onorare e amare.
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(Articolo scritto il 22 maggio 2015, aggiornato e ampliato il 22 maggio 2025)
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