Pensare o Essere? Questo è il dilemma. La vita è un continuo susseguirsi di cambiamenti, un flusso incessante che ci porta fuori dalla nostra zona di comfort e verso l’ignoto. Se la nostra esistenza fosse una navigazione, il cambiamento sarebbe la corrente che ci spinge verso nuove terre. Eppure, molti di noi reagiscono a questa corrente con paura, aggrappandosi con tutte le forze alla riva della routine e del conosciuto. Spesso, questa resistenza culmina in un momento di profonda crisi interiore, quella che nel percorso spirituale è conosciuta come la Notte Oscura dell’Anima (NOA).
In questa fase, la nostra vecchia realtà crolla e siamo costretti a ricostruire tutto su basi più sane. Ma cosa ci impedisce di abbracciare questo processo di distruzione e rinascita? La risposta risiede in una voce che, pur sembrando amica, è in realtà una macchina computerizzata: la nostra mente.
La Mente è un’alleata o una macchina?
La nostra mente non è un’entità che ci “ama” o che cerca la nostra “felicità” in un senso evolutivo. È un potentissimo processore di dati, un incredibile archivio di informazioni e un sistema di difesa programmato per la sopravvivenza. Il suo compito è elaborare, immagazzinare e sostituire le informazioni che raccoglie per permetterci di operare nel mondo che conosce. Si basa su schemi, abitudini e credenze consolidate.
Quando ci troviamo di fronte all’ignoto, la nostra mente va in allarme. Non avendo dati sulla nuova situazione, attinge al suo archivio di paure ancestrali e di esperienze negative passate, proiettando scenari di “peste, fame, guerra e morte”. Per lei, il non-conosciuto equivale al pericolo. L’abitudine e la routine diventano la sua unica garanzia di sicurezza. Nonostante tu possa trovarti in una situazione spiacevole, la mente preferirà la sofferenza conosciuta all’ignoto che potrebbe portarti felicità.
Il paradosso è che, se ci fidiamo ciecamente di questa voce, ci ritroviamo a difendere a spada tratta un castello di carta che sappiamo essere sbagliato solo perché, come ripete la mente, “è sempre stato così”.
Tutta colpa di Cartesio: il dilemma tra il Pensare e l’Essere, e le sue conseguenze
Il filosofo René Descartes (Cartesio), con la sua celebre affermazione “Cogito ergo sum” (“Penso, dunque sono”), ha inconsapevolmente rafforzato questa nostra tendenza a identificarci con la mente. Riducendo l’esistenza umana alla prova del pensiero, ci ha spinto a confondere il pensiero con la consapevolezza, incoraggiandoci a osannare la dimensione mentale e a dimenticare il resto.

“Frans Hals – Portret van René Descartes” di Dopo Frans Hals (1582/1583–1666)
La routine, che è la strategia della mente, diventa così una prova della nostra stessa esistenza. Ma se un monaco buddhista raggiunge lo stato di non-mente, smette di esistere? Se la nostra mente si perde in continue nevrosi e paure, siamo davvero limitati alla somma dei nostri pensieri? Assolutamente no.
Affidarsi al pensiero come unica guida è un controsenso in un percorso di ricerca della felicità, poiché la mente, nella sua funzione limitata, non riesce a concepire la fioritura, la gioia e la vera evoluzione. L’esistenza umana è molto più della semplice somma dei nostri processi mentali.
Pensiero o Essenza, la dimensione dell’Essere oltre la mente
La nostra vera natura risiede nell’Essere. L’Essere è la dimensione della consapevolezza pura, che precede e abbraccia ogni pensiero, emozione o sensazione. È il “chi siamo” quando la mente tace. Non è una qualità da acquisire, ma uno stato che possiamo sperimentare qui e ora, semplicemente prestando attenzione a ciò che accade in noi.
L’Essere è il luogo dove risiede la saggezza interiore, l’intuizione e la capacità di scegliere in modo integro, al di là delle paure indotte e delle false credenze. Non abbiamo bisogno di pensare per essere, perché la nostra esistenza non è definita dal pensiero, ma dalla consapevolezza stessa. L’Essere ci permette di osservare la mente, le sue paure e le sue trappole senza esserne sopraffatti.
Esercizi di Mindfulness: Sviluppare la consapevolezza dell’Essere
La Mindfulness (consapevolezza) è la pratica che ci permette di fare questo salto dal pensiero all’Essere. È un allenamento per la nostra consapevolezza, un modo per addestrare la mente a fare un passo indietro e a permettere ad altre dimensioni del nostro essere di svolgere il loro compito.

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Ecco alcuni esercizi semplici per iniziare
La Meditazione del Respiro Consapevole: Siediti in un luogo tranquillo, chiudi gli occhi e concentra la tua attenzione sul tuo respiro. Senti l’aria che entra e che esce. Non cercare di cambiare il respiro, semplicemente osservalo. Quando la mente inizia a vagare con i suoi pensieri, riconoscilo senza giudizio e riporta delicatamente l’attenzione al respiro. Ogni volta che lo fai, stai allenando la tua consapevolezza a non identificarsi con i pensieri.
L’Osservazione dei Pensieri: Siediti e osserva i tuoi pensieri come se fossero delle nuvole che passano nel cielo. Non cercare di trattenerli o di analizzarli. Riconosci che stanno arrivando, che esistono, e poi lasciali andare. L’obiettivo non è svuotare la mente, ma rendersi conto che tu sei l’osservatore e non il pensiero stesso. Tu sei il cielo, non la nuvola che passa.
L’Ascolto Consapevole del Corpo (o Body scan): Porta la tua attenzione alle sensazioni fisiche. Senti i piedi sul pavimento, il contatto dei vestiti sulla pelle, l’aria sul viso. Questo esercizio ti riporta nel momento presente e nel tuo corpo, interrompendo il flusso incessante di pensieri. Ti connette con la tua integrità fisica, facendoti sentire che “sei” anche senza bisogno di pensare.
Un passo verso la libertà: agire al di là della mente
E dunque, Pensiero vs Essere, cosa scegliere? Smettere di confondere il pensiero con la consapevolezza è il primo passo verso la vera libertà. Ci permette di usare la nostra mente come lo strumento straordinario che è, senza lasciare che essa sia il nostro padrone.
La felicità non si trova dove la mente impera, ma dove la mente fa un passo indietro per permettere a noi stessi, nella nostra integrità di corpo, mente e anima, di essere pienamente. E tu, sei pronto a fare questo salto e a scoprire chi sei al di là dei tuoi pensieri?
(Questo articolo scritto l’11 settembre 2014 è stato aggiornato il 22 settembre 2025)
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2 Comments
Cara Sandra mi dispiace troppo leggere cio’ che hai scritto su Cartesio. E’ evidente che anche tu, come tutti quelli che lo identificano come padre del razionalismo, non sai niente di lui e di cio’ che di grandioso e profondamente spirituale e illuminante ha cercato di condividere con il Mondo. Ti consiglio di liberarti dei pregiudizi da senso comune e di leggere le sue opere, iniziando da Meditazioni Metafisiche.
Fabio Marchesi
Caro Fabio, che sorpresa leggerti su un articolo di 10 anni fa!
Se non fosse stato per te, sarebbe finito nel dimenticatoio. 🙂
Grazie per questa referenza e per aver condiviso il tuo pensiero riguardo a Cartesio. Accolgo con piacere questo stimolante invito a scoprirlo sotto una veste diversa, poco conosciuta occorre ammetterlo, e più spirituale. Ammetto che quella proposta finora mi era ben poco congeniale, ciononostante, il pensiero che ha lasciato ai posteri ha nutrito quella corrente comune che rende poco giustizia, a quanto mi dici, alla sua eredità intellettuale.
A questo punto, mi sorge il dubbio che abbia seguito le orme di Plotino vedendo parte della sua visione deviata dallo scopo originario. Da approfondire…
Grazie ancora per il tuo intervento!