L’estate è iniziata e le notti calde ci invitano a perdere lo sguardo nell’infinito. In questo periodo dell’anno la natura è nel suo pieno rigore: è il tempo della Luna delle Erbe (nota anche come Luna Madre, del Tuono o del Cervo), un plenilunio che rappresenta il culmine di un percorso e il momento del raccolto. Siamo invitati ad aprire gli occhi con consapevolezza su ciò che abbiamo seminato nei mesi scorsi, per comprendere come gestire l’abbondanza e la natura di ciò che abbiamo oggi tra le mani.
La Luna Piena delle Erbe raggiungerà il suo culmine martedì 30 giugno 2026 alle 1:57 (ora italiana).
Questo momento interiore è segnato dall’incontro di due forze opposte e complementari nel cielo:

• Il Sole nel segno del Cancro (segno d’Acqua): che ci riporta al mondo interiore, alle emozioni, alla casa, alla maternità, alla famiglia e al tempio della nostra anima.
• La Luna nel segno del Capricorno (segno di Terra): che ci parla di pragmatismo, concretezza, di bisogni reali e di una visione focalizzata sul costruire e progettare.
La Luna, nel suo continuo alternarsi di luce e ombra, è da sempre lo specchio della nostra psiche, del nostro mondo interiore. Il plenilunio porta alla luce ciò che è rimasto nascosto nell’oscurità, offrendoci intuizioni e risposte profonde. Parliamo della massima espressione di una forza che ha permeato la cultura umana per millenni, prima dell’avvento delle religioni patriarcali: un tempo in cui alla donna era riconosciuto il miracolo della Vita ed essa deteneva i segreti della comunicazione con Madre Terra, perché ne riconosceva l’emanazione nel suo corpo. Si tratta quindi, in questo caso, di una spiritualità pratica, terrena, concreta e non mentale, lontana dall’esoterismo occidentale dell’800, per intenderci.
Non è una spiritualità bucolica o romantica, bensì una spiritualità che si sporca le mani e non rifiuta gli aspetti considerati più oscuri, come il decadimento e il morire, poiché sono parti fondamentali di un grande ciclo che si riflette negli astri, Sole e Luna in primis, ma anche nelle forme corporee legate alla vita: i seni che nutrono, la pancia tonda che si fa culla. Sono temi affini al Cancro, sia per l’aspetto materno sia per quello legato all’acqua. Il grembo è, di fatto, il nostro personale oceano primordiale.
La donna e la Madre Terra sono legate da un filo invisibile; sono l’una per l’altra come la Luna sta al Cielo: l’una dentro all’altra, reciprocamente. Esiste un’interconnessione simbolica che supera la logica razionale per abbracciare la ciclicità del tempo e il potere dei mondi della realtà non-ordinaria, traducendo le emozioni e i colori in forme che le mani e il cuore possono toccare. E qui si fanno linguaggio, relazione, connessione.
Luna delle Erbe, Luna della Madre: il simbolo dentro la donna
Il dono della donna, proprio come quello della Terra, è quello di trasformare, ovvero “dare forma nel profondo”, e trasmettere, cioè cogliere la conoscenza profonda per tramandarla.

In questo spazio di unione, dove il sopra e il sotto si incontrano per superare le separazioni e ritrovare l’equilibrio (quella connessione che permette alle forze opposte di convivere creando un luogo di possibilità), risuona un legame antico che il tempo non può scalfire ma che, poco a poco, se non coltivato, può scendere sempre più in profondità, lontano dalla consapevolezza e lontano dalla memoria. E questa relazione è vitale, perché il rapporto con la Madre Terra è l’unica cosa che può davvero permetterci di vivere bene qui, su questo piccolo pianeta blu sospeso nell’immenso, che maltrattiamo così tanto perché siamo diventati sordi alla sua voce.
Oggi più che mai, in un mondo dominato da strutture rigide e verticali che alimentano l’idea di superiorità e sottomissione, abbiamo bisogno di ritrovare uno spazio di ascolto e condivisione. Un luogo che torni a ricordare la forma, il grembo, un simbolo di uguaglianza e unione dove ognuno può esprimere la propria diversità sentendosi parte di qualcosa di più grande. Ognuno fianco a fianco all’altro, sullo stesso piano. Nessuno sopra, nessuno sotto, nessuno lasciato da parte.
E per una volta, al centro non c’è più l’essere umano, ma la vita. Perché è il bene più importante che abbiamo.
Siamo esattamente come gli alberi: se vogliamo toccare il cielo con la punta delle dita, dobbiamo avere radici forti e stabili che ci ancorano profondamente al terreno. Per unire queste due spinte, queste due direzioni (l’emozione dell’Acqua e la stabilità della Terra), ti propongo due esercizi pratici da fare nelle notti di questo plenilunio.
Come celebrare il plenilunio delle Erbe?
Per osservare questo momento di transizione, ti propongo due pratiche: una più introspettiva, che si limita alla sfera individuale, e l’altra più attiva, che coinvolge la sfera collettiva. Scegli con serenità quella più allineata a te in questo momento.
Pratica individuale: il respiro dell’Albero (Asse Cancro-Capricorno)
Questa pratica ti aiuta a fare pace tra il tuo mondo emotivo (Cancro) e la tua capacità di manifestare la tua solidità nel mondo (Capricorno). Puoi farla seduto/a a terra, meglio se all’aperto sotto la luce della Luna.
Siediti comodamente con la schiena dritta ma rilassata. Senti i punti di contatto del tuo corpo con il pavimento o con il terreno. Visualizza il tuo bacino come la base solida di una montagna.
Poi, porta con dolcezza l’attenzione alla base della colonna vertebrale e al ventre. Immagina di far scendere da lì delle radici profonde che penetrano nel terreno. Ad ogni espirazione, lascia andare le tensioni e l’ansia del “fare”. Se alcune emozioni emergono, puoi restare in ascolto e in osservazione, senza giudicare nulla. Qui, in profondità, datti il permesso di sentirti abbracciato/a, accolto/a da Madre Terra. È tutta intorno a te.
Ad ogni inspirazione, visualizza l’energia vitale della Terra che ti nutre e risale dalle tue radici al tronco. Visualizza questa forza che risale lungo la colonna vertebrale, raddrizzandola delicatamente ed espandendo il petto verso il cielo intorno a te. Senti la tua stabilità, la tua capacità di andare “oltre”, di sostenere quei progetti che porti dentro e che cercano un orizzonte.
Resta in questo flusso per qualche minuto, nel punto d’incontro tra Terra e Cielo. Respira.
E lascia emergere il messaggio che naturalmente arriverà. Potrai coglierlo mentre respiri, oppure durante la giornata tramite un’intuizione o una sincronicità.
Pratica collettiva: il patto con la Terra
Le estati sono sempre più roventi e urlano uno squilibrio che si è creato negli anni. Certo, non possiamo invertire una deriva se le autorità non si muovono a livello globale, ma ciò non significa che, come individui, le nostre azioni non abbiano importanza. Ognuna di esse ha conseguenze, buone o meno; quindi ti propongo, per celebrare questa Luna delle Erbe, legate al mondo vegetale, di scrivere un patto con la Terra che onori i doni di trasformazione e trasmissione che abbiamo ricevuto. Un’azione semplice, con effetti a livello trans-generazionale, che non cambierà l’intero pianeta, ma cambierà il mondo di tante piccole vite. E chissà che, uno alla volta, il cerchio non si ingrandisca.
Ciò che ti propongo è di piantare un albero. Puoi farlo da solo/a oppure assieme ad amici e familiari, sarà un’ occasione per stare assieme e fare qualcosa di significativo.

Un albero non a caso, ma un albero autoctono della tua zona, legato al tuo territorio (puoi rivolgerti alla forestale della tua regione). Puoi scegliere una pianta legata alla storia della terra dove vivi o alla tua famiglia. I vivai forestali sono specializzati nella produzione di alberi autoctoni, e spesso con prezzi minori. Talvolta offerti.
→ Cerca la forestale più vicina a te
E non ti chiedo di farlo il giorno del plenilunio, perché ciò che vogliamo compiere non è un semplice atto simbolico, ma un’azione che faccia davvero bene all’albero e alla Terra; dovremo quindi osservare le necessità specifiche della pianta (quando metterla a dimora, di quale terreno necessita, l’esposizione, ecc.). Un albero è un essere vivente a tutti gli effetti e merita attenzione e cura.
Molti alberi sono stati tagliati e sradicati, e in questo modo abbiamo causato un grande squilibrio: una ferita nell’ecosistema con ripercussioni sulla flora, sulla fauna, ma anche sul clima, perché gli alberi sono degli ottimi regolatori globali.
Quindi, adotta un albero e abbine cura. Permettigli di mettere radici profonde, di creare ombra d’estate, di essere nutrimento per animali e insetti, di riportare l’acqua verso la superficie grazie alle sue possenti radici, di impedire o diminuire le frane, di generare ossigeno…
Non conosciamo ancora a fondo il nostro mondo e non siamo ancora in grado di comunicare scientificamente con le specie vegetali, è vero, ma ciò non significa che non abbiano memoria o intelligenza. In alcune culture indigene, infatti, dicono il contrario: gli alberi sono fratelli maggiori capaci di vivere molto più a lungo di noi e di prendersi cura dei nostri figli e nipoti.
La mia storia: l’albero di famiglia
Quest’anno ho chiesto a mio padre un pollone del grande fico che crea ombra nel suo giardino, e che discende a sua volta dal fico di suo padre. Il “rametto” è già cresciuto e quest’autunno verrà messo a dimora, insieme ad altri alberi, nel mio giardino. Il fico di mio nonno è diventato un grande albero in tutti i giardini dei suoi figli, e ora è arrivato alla terza generazione. A casa mia.
Ora vorrei invitarti a pensare alla tua famiglia: c’è un albero al quale siete particolarmente affezionati? C’è un albero che, a tuo sentire, parla di voi o di cui vuoi farti custode?
Lasciare dietro di sé un albero può sembrare qualcosa di banale e senza importanza, ma posso assicurarti che per Madre Terra ogni albero è respiro. E per ognuno dei nostri figli sarà un dono immenso, un’eredità che potrà passare di generazione in generazione.
Il mio amore per gli alberi va comunque oltre il recinto di casa mia. Nel 2016 ho scelto di radicare questa visione collaborando attivamente con Tree-Nation: prima come “serial planter” a titolo personale, e poi ho deciso di fare un passo in più. Così, ho cominciato a piantare e regalare un albero per ogni storia mitosofica recuperata. Perché ogni azione reale lascia un’impronta nella materia.
E tra l’azione individuale e quella collettiva, credo che siamo arrivati a un totale di 60 alberi nel mondo. Un boschetto che cresce, con noi, e come noi.
Ritornare al Sacro Cerchio
Il cerchio è molte cose: geometria, linguaggio, simbolo. Ma in questo periodo credo che sia anche “soluzione”. Permette l’ascolto e la condivisione, il rispetto e la collaborazione. È una struttura che ci consente di guardarci negli occhi.
Questo è il messaggio che mi è giunto in Cerchio, e vorrei condividerlo con te che leggi, con voi. Perché ciò che emerge nel Cerchio è per tutti.
“La Grande Madre si riflette nel volto delle mie Sorelle, uniscono le loro voci in un canto, i loro piedi ballano su quel ventre che ci ha portato dalle stelle fin qui. Nei loro occhi posso vedere il fuoco di vite passate, il sangue che corre in loro come un fiume in piena, la passione delle loro maree. Perché siamo unite da un legame invisibile ma solido quanto millenni di canti e preghiere, danze e lacrime. Siamo Madri, Figlie, Sacerdotesse, Guerriere. Siamo tutte diverse ma quando ci ritroviamo insieme, a cantare e danzare con il battito del tamburo ed il cuore della Madre sotto e dentro di noi, siamo unite in un unico battito, siamo la metà dell’Infinito ed Oltre.”
(Messaggio ricevuto durante un viaggio sciamanico nel 2015)
Sorella cara, parlo a te ora. È tempo di risvegliarsi, di uscire dal torpore e radicare la tua spiritualità nella materia, nel corpo, nella terra. Ascolta il canto ancestrale che pulsa nelle tue vene, riscopri il tuo potere e fai danzare i tuoi piedi nudi sulla Terra che ti parla. Torniamo a formare il sacro Cerchio sotto la Luna, sopra la Terra, intorno al Fuoco.
Ritrova il tuo spazio, ascolta il tuo spirito selvaggio in queste notti di plenilunio, sperimenta questi esercizi e lasciati guidare dalla natura.
Le figlie della Luna e della Terra cantano perché il canto nutre l’Anima del Mondo…
E il mondo ha bisogno di te.
(articolo scritto il 15 giugno 2015, aggiornato a giugno 2026)
Gli articoli di questa lunazione:
Se l'articolo che hai appena letto ti ha toccato nel profondo, non fermarti qui. Il cammino di consapevolezza è un percorso continuo di scoperta e crescita. Iscrivendoti, riceverai nella tua casella di posta i nuovi articoli del sito, contenuti esclusivi e strumenti pratici per la tua evoluzione.










Leave A Reply